Per chi ha aperto gli occhi

Siamo in tanti che abbiamo aperto gli occhi e abbiamo visto, con grande sconforto, che il 97% delle popolazione terrestre, di tutti i paesi, è facilmente guidabile ed orientabile. Se all'inizio non si capiva bene dove pende l'ago della bilancia, ora, dopo 10 mesi, è piuttosto chiaro.
Ciò spaventa soprattutto coloro che hanno aperto gli occhi di recente, dopo lo scossone, si sono guardati attorno e si sono ritirati nelle tane in preda alle emozioni negative. Perché hanno paura anche di chi resta all'oscuro. Sono tanti, una marea, e insieme sono una forza anche loro.
 
Non mi soffermerò sulla questione "mask-no mask" o "vax-non vax", è secondario. Aprire gli occhi e annegare nelle frequenze basse è inutile, perché ci fa risucchiare dalla "marea". L'apertura (l'illuminazione) ci deve portare in alto.
 
Non serve desiderare che gli altri aprano gli occhi, facciamoci due domande su di noi.
 
Forse siamo noi che dobbiamo cambiare?
Gli altri (che dormono) sono degli specchi che ci fanno vedere meglio le nostre storture.
 
la situazione che stiamo vivendo è un maestro che è finalmente apparso anche per noi. Approfittiamoci per passare ad un livello superiore. Se non ci fosse stato ciò che è stato, in questi 10 mesi, ora cosa faremmo? Faremmo la solita corsa al regalo inutile, pianificando le ferie dell'estate prossima, e tutto si ripeterebbe all'infinito, in attesa della pensione e della liquidazione. E poi, della vecchiaia all'insegna del farmaco e della demenza.
 
Facciamo un salto al livello superiore? Risvegliamo ciò che la nostra anima conosce già?
Impariamo a essere diversi?
Soltanto una situazione come questa, piena di incognite, può offrirci un'occasione.
Pensateci.

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