La filosofia della cellula tumorale

 

 

Non è difficile notare che il nostro mondo è fatto secondo il principio “una parte serve il tutto.” Il nostro corpo è un sistema di tanti organi, e gli organi sono fatti di una moltitudine di cellule. La funzionalità di ciascun organo e di ciascuna cellula è mirata al bene di tutto l’organismo.

La predestinazione di una struttura inferiore è quella di servire una struttura superiore. E’ una sana e collaborativa gerarchia!

L’uomo però, è libero di decidere: accettare di servire la comunità o vivere per se stesso.

Tutto ha un po’ di anima, persino le pietre, e tutto ciò che serve all’anima è l’amore. L’uomo può generare l’energia dell’amore e farla passare attraverso se stesso. Quindi, ha davanti a se due scelte: salire al livello divino, generando l’amore e progredendo in tutti i sensi, oppure rifiutare questo servizio al bene comune e vivere di egoismo, ma è la via del degrado.

L’egoismo e l’indipendenza dell’uomo all’ennesima potenza non possono che fargli fare la fine di una cellula cancerosa.

Che cosa sono le cellule malate? Fino ad un certo momento servivano agli organi e partecipavano all’attività dell’organismo. Ma ad un certo punto non hanno potuto espletare le loro funzioni vitali (anche a causa dei germi che hanno corroso il loro ambiente), e hanno iniziato a moltiplicarsi creando le metastasi e mangiando le cellule sane. Alla fine il tumore muore uccidendo l’organismo.

Ahimè, la filosofia della cellula tumorale (vivere per se stessi  rinunciando a servire il bene comune) oggi è presente ovunque: nella politica, nell’economia e nella religione. I germi patogeni che tolgono l’ossigeno agli uomini-cellule sono presenti sotto forma di programmazione sociale e mediatica.  Qual è lo scopo del progresso che ci offrono? Si tratta soltanto del progresso tecnologico…

Immaginiamo un detenuto che alla domanda “qual è lo scopo della tua vita?” risponde: “voglio una camera singola con tutte le comodità.” E’ normale? No.  Il suo obiettivo dovrebbe essere la libertà.  Anche noi, chi sopravvivrà ai radicali cambiamenti che si prospettano, vivremo nelle celle confortevoli fino ad un certo punto, superconnessi ma non in grado di digerire né di capire i megabit che ci offrono come cibo… permeabili e malati.

Anche la medicina: ufficialmente ci sono già più 70 mila malattie classificate, ma di guarigioni totali non se ne parla quasi, si continua a vivere da malati sostenuti da una marea di pasticche.  Lo scopo della medicina è il progresso tecnologico, e una guarigione reale è possibile soltanto con l’accettazione della multidimensionalità dell’uomo e dell’Universo e il ritorno alle leggi universali, con la radicale revisione del modo di vivere …

Riflettiamoci su questo, è più che mai attuale adesso.