ANKH, strumento della trasformazione dei mondi

ANKH, il magico simbolo della saggezza, è anche uno strumento della trasformazione dei mondi. 

Unisce la croce, il simbolo della vita, e il cerchio, il simbolo dell’eternità. Insieme parlano della vita eterna. Ma l’Ankh è qualcosa di più, perché è collegato alla trasformazione dei processi vitali. La sua forma può essere vista come una lettera “T”, dove sulla linea orizzontale troviamo il cerchio “O”.

Molti di noi sono consapevoli del fatto che la realtà che vediamo è soltanto  ciò che noi riflettiamo. Si potrebbe chiamarla “la luce riflessa”.  Possiamo riflettere solo ciò che abbiamo percepito, cambiando leggermente le forme. Esiste il confine della percezione (vedete l’Ankh): è la linea orizzontale “_” e quella verticale “|”, che si riferisce alla luce che proviene dalla sbarra, dalla linea orizzontale.

E il cerchio sopra la sbarra è la sfera di ciò che non conosciamo, che resta al di fuori della percezione.- Il cerchio è una sorta di maniglia che puoi toccare, mentre tutto il simbolo assomiglia ad una chiave per accedere alla vita eterna.

 

Non esiste nessun oggetto, nessuna forza nel nostro mondo che non sia un riflesso del mondo superiore, ma noi per ora capiamo solo ciò che riflettiamo noi stessi.

“O” è un segnale che il Creatore manda all’uomo, sulla linea verticale.

“_” è un segnale generale dai creatori all’umanità, sulla linea verticale (una luce diretta).

La linea orizzontale simboleggia una luce riflessa.

 

Ogni parte della croce Ankh ha un suo significato.

La linea verticale simboleggia il cammino dalla terra verso il cielo.

La linea orizzontale è la linea del confine, invalicabile per noi.- Soltanto  unendosi all’immagine di Dio è possibile varcare il confine.

L’ansa sopra simboleggia il cielo dove avviene l’unione con l’eternità.

L’incrocio delle linee verticale ed orizzontale è la parte più importante del simbolo, il punto dove l’energia si concentra: è da qui che puoi fare un salto verso l’eternità.

 

Per gli antichi egizi questa figura significava l’unione delle sfere, terrestre e celeste.-

Tutti gli dei venivano raffigurati con questo simbolo nella mano destra. Questo simbolo dell’inesauribile forza vitale si poteva trovare sui muri dei templi, sul monumenti e sulle cose, come anche nelle tombe (per assicurare al defunto la vita nell’altro mondo).

Ankh era collegato all’aria e all’acqua, due elementi vitali. Anche i vasi destinati ai lavaggi avevano la forma di Ankh (Iside, Neftis, Tot e Anubi usano questi vasi per inaffiare il defunto con l’acqua che porta la rinascita). La forza magica del simbolo si trasferiva al liquido.

L’Ankh è il simbolo della vita eterna, dell’immortalità, è anche un dispositivo energetico.

Per Pavel (“Le Energie della Guarigione”) la croce Ankh è un dispositivo energetico in grado di trasformare le frequenze negative del campo torsionale in quelle salutari. Secondo i suoi dati, i sacerdoti dell’antico Egitto lavorassero all’interno delle piramidi (dove, come sappiamo, si forma  il “verde negativo”, ovvero il campo torsionale “-“) con un Ankh sul petto  (12 cm di lunghezza).

Tenetelo presente come uno strumento di difesa contro le insidie della civiltà che rischia di morire perché iper tecnologica.