La Straniera

 
 
Oggi mi è capitato di discutere con una ragazzina (dico ragazzina, dopo aver visto il suo profilo) che voleva sapere qualcosa sulla politica russa, in questo periodo.
 
Perché io ero, a suo parere, "una persona seria."
Non vivendo in Russia da 30 anni, una mia opinione, ovviamente, ce l'ho. Ma non voglio discutere qui della politica,  vorrei dire due parole su come noi, esseri mani, ci vediamo. Sugli stampi e cliché mentali.
 
Chi va a vivere in un altro paese (le strade della vita sono infinite) spesso è visto soltanto in funzione della sua provenienza. Il timbro "straniero" resta per sempre, vuoi perché ti scappa una errore della sintassi, vuoi perché non parli con uno dei tanti accenti regionali, vuoi perché coloro che sanno da dove provieni non sono in grado di vedere in te una persona, un pari, un uguale, un essere umano, al di là delle diversità culturali e linguistiche.
Un individuo che incontri, in quel momento, si sente una cellula di un unico tronco d'albero, e tu chi sei, la tenera foglia che si è appiccicata alla corteccia...?
Per altri sei un motivo di esaltare la tua nazione (perché "qui va tutto male" :)
 
La ragazzina (per farmi piacere?) mi scrisse di sentirsi da sempre una russa, e nominò alcune località russe che a lei suonerebbero famigliari.
Si aspettava da me delle esclamazioni di gioia.
 
Se avessi guardato prima la sua foto avrei le fatto lo sconto dell'età e dei cliché culturali. Ma non lo feci e le risposi che, secondo me, l'anima - l'anima, l'essenza di una persona, ciò che si è reincarna, ciò che viaggia nei secoli, nei paesi diversi, nei mondi stellari - non ha una nazionalità. Ne sono convinta. Ne prova tante, di nazionalità, da aver alla fine perduto il concetto della nazionalità in senso stretto.
 
Nasci in un certo paese perché il tuo compito nella vita che si apre richiede certe conoscenze e abilità. E poi c'è la questione della famiglia, devi incontrare i tuoi "concatenati karmici" inseriti in un certo quadro politico e culturale, il migliore per farti risolvere alcuni compiti.
 
Io mi sono anche stufata di portare il timbro di una straniera, vista "in funzione della provenienza da...". Scrissi che il concetto della nazionalità può servire in un certo contesto, ma se parliamo dell'anima, un'anima matura è una cittadina del mondo, solo che è emersa in un brodo culturale della sua ultima incarnazione... Apriti cielo, la ragazza mi rispose che sono una fredda e senza emozioni.
 
Ma che ci posso fare se non mi sento straniera?  Ricordo con amore le mie origini ma mi sento un'Anima, quella che viaggia nei mondi?
 
 

Il virus della sottomissione

 

 

Di Alla Bogolepova, Gazeta.ru

 

Volevo comprare una borsa… сhe costava 200 euro. Cara, per il nostro paese, e anche per me. D’altra parte, mi serve, ed è meglio spendere una volta e non pensarci più, perché è di marca, sarebbe stata indistruttibile facendo la sua figura.

Ed ecco, sono davanti alla bottega, pardon, boutique, e mi viene incontro  una bella commessa, pardon, consulente. MI sta dicendo qualcosa, ed io sto sorridendo, so già che comprerò quella borsa.

  • “Scusi”, insiste la commessa. “Per ora non può entrare.”
  • “Come?”
  • “Non più di due persone alla volta. Può aspettare fuori?”
  • “Grazie”, dico. “Mi ha appena fatto risparmiare 200 euro.”

La commessa non ha nessuna colpa, non è stata lei a stabilire queste regole.  Ma io non mi sono ancora dimenticata che cos’è la libertà e la dignità, non aspetterò fuori, è umiliante.

Stavo pensando questo camminando per la strada, scegliendo un locale per pranzare, mettendomi la mascherina per andare fino a tavolino, togliendomi la mascherina per mangiare, rimettendomi la mascherina per uscire dal locale. Si, stavo pensando alla libertà alla quale abbiamo rinunciato facilmente, come io ho rinunciato a quella borsa.-

 

Abbiamo acquisito in fretta le nuove abitudini, ma ancor più in fretta, l’abitudine alla sottomissione.

Quando si tratta dei bisogni di base, obbedisco. Comprare il cibo, ottenere un documento che serve, spostarsi dal punto A al punto B. Queste cose ormai non sono realizzabili senza sottomettersi alle regole odierne. Chi le ha inventate, perché, quanto siano sensate, non importa, è più facile accettarle.

Ma dopo, andiamo sempre in discesa.

Certo, tu, sconosciuto, mi puoi sparare un raggio in fronte, perché devo entrare in palestra già pagata per un anno.

Certo, permetterò ad un altro sconosciuto di esplorare il mio naso, ottenere un campione del mio DNA, studiarlo e farne ciò che si vuole: perché ho bisogno del certificato, devo prendere un aereo. E poi scendere dall’aereo. Non dirò nulla, anche se un anno fa tutto ciò era riservato soltanto ai medici che sceglievo io, non ai paramedici nell’aeroporto di Istanbul.

Odio il disinfettante, odio il suo odore, ma acconsento e metto le mani sotto il beccuccio. Non sono più io a decidere che odore deve avere la mia pelle, lo decide qualcun altro.

Non posso più rispondere “che te ne frega” in risposta alla domanda “con chi ha avuto i contatti nelle ultime due settimane?” Nessuno può rispondere così, se vuole mantenere l’illusione di una vita normale. E’ più facile accettare.   Vai a dire: non avete nessun diritto, è illegittimo, io ho pagato. “Zac”: 36,2°. Questione di un secondo.

 

NON ABBIAMO PAURA DELLA MALATTIA, ABBIAMO PAURA DI ESSERE NUOVAMENTE SALVATI DALLA MALATTIA.

Sono pronta a molto, pur di evitarlo: ecco la mia mascherina, le mie mani, le mie analisi e la lista dei miei contatti. Ecco il muscolo, ecco la vena, iniettatemi il vostro vaccino, anche la benzina, se preferite, ma lasciatemi in pace, lasciate che io viva e lavori.

A pensarci bene, è geniale: sono io, con le mie mani,  rinuncio ai miei diritti, per avere ciò che costituisce di nuovo il mio diritto. La nostra privacy, la nostra libertà in cambio alla possibilità di lavorare e pagare le tasse.

In un certo senso la situazione Covid a settembre è peggio che a marzo. Allora avevamo paura, ma anche una missione: avere cura degli altri, salvare le vite, salvare la civiltà. Ognuno di noi si sentiva parte di qualcosa di più grande.

Ma ora siamo un gregge di pecore più o meno docili, che daranno tutto ciò che hanno per essere tosate a zero, non per un prato di erba più verde. Questa è la nostra nuova realtà.

Non dobbiamo aver paura delle vaccinazioni, del chip e di altra fantascienza. Non dobbiamo aver paura del Covid.

Siamo infettati di una cosa ben più grave, il virus della sottomissione. Ricordate quel giorno quando avete pensato per la prima volta: ”Non c’è alcun segreto nei miei dati ed analisi medici”. Il giorno quando avete deciso che non c’è nulla di terribile nei divieti e nei controlli, che le limitazioni servono, che i diritti non possono esistere quando nel mondo c’è il virus, e che tornerà tutto come prima, quando avremo vinto.

Siete stati contagiati in quel momento.

 

(Alla Bogolepova, Gazeta.ru) https://www.gazeta.ru/comments/column/bogolepova/13268551.shtml

 

 

 

 

COME COMUNICARE CON LA FORZA DEL PENSIERO?

 

La telepatia è una facoltà che alla maggioranza delle persone sembra irraggiungibile. 
 
Ma avete notato con quale facilità gli animali leggono ci leggono nel pensiero? 
Quante volte i miei gatti erano improvvisamente scomparsi sentendomi andare ad aprire la porta al veterinario, senza sapere chi fosse dietro la porta (poteva essere una vicina, un amico, un corriere…)
Leggevano la forma immagine che compariva nella mia mente. La terrificante immagine del veterinario :)
Perché è così facile per gli animali ed è così difficile per noi? Abbiamo privilegiato il pensiero logico, sul quale abbiamo basato tutta la nostra civiltà. 
Nelle TRR (Tecnologie Radiestesiche Russ ) esiste un modo per mandare una comunicazione ad un’altra persona, perché siamo tutti collegati da un comune piano fatto del pensiero (e il pensiero è di natura torsionale). Ma se la riuscita di questo intento dipende in parte dall’apertura e dalla maturità della persona - destinatario, pare che la comunicazione uomo-animale, usando sempre questi canali, sia più facile. Una mia allieva,  curatrice delle colonie feline, ottenne così il ritorno di un randagio malato bisognoso delle terapie, mandandogli delle comunicazioni scritte.
 
Il messaggio deve essere molto chiaro e avere poche parole.
Si lo so, anche gli animal comunicator sanno parlare con gli animali, ma occorre studiare e possedere certe capacità, non per ultima quella di comunicare per immagini organizzate in un certo modo.  E se noi tutti immaginassimo il mondo come una struttura spirituale  attraversata da infiniti canali e connessioni di natura energetico-informazionale, avremmo potuto fare molte cose sconosciute ai più…
 
Ecco un altro modo per provare un contatto telepatico.

La radiestesia

 

 

Nella comprensione dell’uomo comune (a patto di averne sentito qualcosa) il pendolo appartiene al mondo del “paranormale”. Pensa che si possa “parlare con gli spiriti”, “vedere il futuro”, sapere “se lui mi ama” o “come mi vede”.

Tutto qui?

 No, quelli che hanno fatto i corsi sanno anche misurare l’energia in Bovis, valutare la corrispondenza al soggetto dei farmaci o dei cibi, qualche sensitivo misura l’energia dei luoghi o delle situazioni. I vecchi radiestesisti classici mettevano nei loro libri dei quadranti, ma già questo lavoro, come vedo nei miei corsi, procura delle difficoltà e non poca gente. 

Perché qui iniziano degli errori. E’ facile capire se hai sbagliato: basta una prova concreta o vedere come andranno le cose (ami fare delle domande sul futuro, vero?)

 La radiestesia è un’arte di nicchia, si crede.

E lo è sempre stata, nella storia, perché relegata nel paranormale, nel vago, nel illusorio. L’unica che si salva è la radionica che cerca di trovare dei trattamenti per un essere umano fatto  non solo dio carne ma anche di energie.  La radionica adopera un’analisi e i quadranti. E’ una buona base per passare oltre, come è stato con me, per iniziare a capire che la radiestesia può essere un mezzo di trasformazione dell’uomo.

Ma occorre capire che il pendolo ci può collegare con il subconscio e con il Sé Superiore inteso come una struttura multidimensionale analizzabile e “ripulibile”. 

La seconda ondata

L’opinione degli esoterici russi (Metaisskra) sulla "seconda ondata” e le trasformazioni in atto.

 

Ultimamente i media stanno promuovendo attivamente l’idea della seconda ondata del virus. Molti constatano: nello spazio e nella coscienza c’è più caos, i pensieri si confondono, l’attenzione manca, la pigrizia, la nervosità e l’apatia si danno il cambio. Questi sintomi sono più evidenti nelle grandi città.

Parliamo  delle cause di ciò che sta accadendo.

Prima di tutto, nello spazio del pianeta si stanno dispiegando le nuove energie. Ovvero, cercano di dispiegarsi, ma la grande concentrazione delle paure  le ostacola. I codici nuovi potrebbero permettere alla gente di cambiare il proprio destino, quello prescritto dalla Matrice, che possiede molte deviazioni, i programmi evolutivi alterati, compresi quelli che ammettono la manifestazione dei sintomi attribuiti al virus.

I nuovi codici planetari sono sospesi sopra il pianeta, nei posti chiave, ma non possono aprirsi pienamente, affogando nella spazzatura mentale generata continuamente dall’umanità.  

Le paure agiscono a mo’ di sigilli energetici, senza dare alle energie la possibilità di aprirsi, e senza permettere  ad aprirsi alle persone (molte potrebbero essere dei conduttori dei flussi cosmici). 

il "Riccio” che ci stanno facendo vedere di continuo in TV è come un guscio energetico, in parallelo con questo arriva il segnale di manifestare i sintomi e le conferme della malattia.. Il programma del “riccio” viene impostato sul piano energetico, solo dopo arriva sul piano fisico.  Il culto del "riccio" fa parte del copione, perché la paura di un certo personaggio rafforza la sua posizione dominante nella coscienza umana. 

E’ un po’ come con le sigarette : stampando sui pacchetti le immagini e i nomi delle malattie nella coscienza umana veniva impresso un programma. Un programma accompagnato dall’informazione testuale e visiva si ricorda più facilmente. E’ così anche con i “riccio”.