La luce, l'oscurità e noi

Pensate a tutto ciò quando siete in preda alle emozioni negative...
 
Dal libro di Vakery Bukharin "La scienza delle larve"
 
“...Secondo Nikolay Levashov, in passato una catastrofe globale annientò miliardi di esseri viventi fermando la loro evoluzione, dopo di che le anime sottosviluppate resteranno legate alla Terra.
E adesso, ferme nelle loro evoluzione, queste tentano di evolversi colonizzando l’essere più adatto allo scopo, l’uomo. Anche io credo che i parassiti energetici nella massa abbiano una coscienza semi-animalesca.
 
Secondo i Veda avvenne un grosso scontro tra la civiltà degli Dei e una razza demoniaca. Ci furono grosse devastazioni ed ebbe luogo un attacco del mondo infernale, con l’afflusso sulla Terra delle civiltà demoniache mentali e fisiche. Per questo motivo furono chiusi i portali con altri mondi, fu dichiarata quarantena.

La radiestesia: alcune regole

Molta gente inizia la pratica del pendolo, affascinata dall’apparente facilità dell’uso di questo strumento, e molta gente successivamente la abbandona. Certamente, una delle principali cause è (la sbagliata) connessione  con la mente anziché con il subconscio, ma questo aspetto  in molte fonti non è sottolineato.  Non è possibile collegarsi nettamente  al subconscio se sai soltanto che è ciò che va al di là delle mente conscia. Da questo punto di vista la radiestesia spirituale russa offre più chiarezza (esiste il concetto del Sé Superiore molto chiaro, dove al subconscio spetta il posto d’onore).
Ma anche senza conoscere i postulati russi, quali sono gli errori  più comuni?
  1. Usare il pendolo per la divinazione. A me sembra che la scuola della radiestesia mentale che esalta il potere del pensiero di varcare i confini dello spazio-tempo abbia fatto si  che molti radiestesisti si illudano di poter ricevere qualsiasi risposta, senza pensare che, sconfinando nel campo informazionale, a volte sono simili ad un ciclista in autostrada. Chi ti risponde? Hai una protezione dalle azioni dei burloni astrali? Hai un motivo valido per indagare nel canale informazionale dell’Universo? No,  spesso ci si va “così”, per soddisfare una curiosità o un bisogno dell’ego, mentre il mondo sottile ha le sue regole e i suoi pericoli.
  2. Fare “gli autisti della domenica”, esercitandosi ogni tanto, senza un sistema, senza un motivo valido. Il motivo migliore per approcciarsi alla radiestesia seria è la radiestesia medica, che poi inevitabilmente vi porterà oltre il corpo fisico, perché le malattie non nascono nel fisico.
  3. Esercitarsi stanchi,  concentrati su se stessi o sugli altri, avere basse energie. Secondo alcuni radiesrtesisti russi, basterebbe avere un paio di blocchi nei meridiani Vaso Governatore e Vaso Concezione, per ricevere delle risposte sbagliate.
  4. Avere l’euforia per i primi successi ed essere sicuri di non sbagliare mai. Questo atteggiamento di solito viene “punito” molto presto. 
  5. Essere all’oscuro delle tecniche di verifica del risultato (a dire la verità, in assenza di un netto modello della realtà su cui si lavora e senza una protezione dei corpi sottili saremo sempre in balia delle forze che non conosciamo in faccia)
  6. Questo punto è per i più consapevoli: non avete idea quanto la pulizia del Sé Superiore e la protezione dei corpi  non fisici influisca sul risultato. Lo dico senza voler discutere con i vecchi radiestesisti  che sicuramente grazie alla pratica sanno raggiungere validi risultati; tuttavia, le possibilità di indagine possono allargarsi enormemente  se oltrepassi la linea del mondo fisico.

La "guerra degli Dei" oltre il circolo polare artico?

Molti popoli indigeni della Siberia hanno conservato dei miti sui popoli di pelle bianca che vissero nelle terre della Siberia molto prima di loro. Esisterebbero delle città sotterranee, nei quali si è ritirata una parte di questa gente.
Dicono che queste città esistano alla foce di ogni fiume siberiano che porta le acque nell'Oceano Artico.
Gli abitanti della foce del fiume Lena ancora adesso parlerebbero di una gigantesca città sotterranea vuota, le cui ampie strade vengono illuminate dai lampioni "eterni", sempre in funzione, ormai da migliaia di anni.
 
Questa città sarebbe stata visitata da un gruppo di geologi russi e anche dagli yakuti (il fatto accadde prima della seconda guerra mondiale). Se ne parla con circospezione, temendo di essere presi per matti. Secondo il ricercatore Georgi Sidorov le città sotterranee sono situate lungo tutto il perimetro dell'Oceano Artico (Mar Glaciale Artico). Nelle montagne del nord della Siberia ci sono migliaia di caverne e di pozzi apparentemente artificiali che portano nelle profondità indicibili, da lì proverrebbe anche la luce, e si potrebbe intuire l'esistenza di un clima molto più mite di quello nordico in superficie.
Ma la scienza non li studia, e persino i turisti vengono deviati nei posti lontani da questi luoghi.
Perché l'antica super civiltà artica avesse la necessità di questi spazi?
Forse le servivano dei rifugi in caso di cataclismi o di devastanti conflitti con l'impiego delle armi (uno è stato descritto nella Mahabharata).
 
V.Degtyarev, paleoetnografo, è convinto che il ritiro dei ghiacci nel nord della Russia svelerà le rovine delle città preistoriche: "Migliaia di anni fa i territori polari russi e scandinavi non solo erano popolati, erano le terre prospere, come quelle al polo Sud della Terra. Una catastrofe planetaria accadde in un giorno e una notte, e la "quarta civiltà" smise di esistere."
 
Quali erano le cause?
Degtyarev: "Io sostengo la cosmogonia sumera secondo la quale ogni 12500 anni i poli si spostano a causa della precessione dell'asse terrestre; ogni 12500 anni ci spostiamo dall'altra parte del globo, rispetto alle stelle immobili."
Secondo la teoria adottata dalla scienza, non esiste nessun spostamento della crosta terrestre, si tratterebbe di una locala glaciazione di alcuni territori.
 
E invece, V. Kondratov afferma (la teoria del "tessuto dell'Universo") che gli Dei-colonizzatori starebbero facendo continuamente sulla Terra dei lavori per perfezionare la superficie del globo.

La forza dei campi torsionali. Gli esperimenti e i sogni di Anatolij Akimov

 

Negli anni 90 (un periodo del vero “boom” dei fisici alternativi in Russia)  sono stati creati diversi strumenti che funzionavano sul principio torsionale. La gran parte delle scoperte e delle novità tecnologiche torsionali (rimaste inapplicate) è collegata al nome di Anatolij Akimov (1938-2007), il direttore del Centro delle Tecnologie non tradizionali dell’Accademia delle Scienze Naturali. Per il dovere di cronaca devo ammettere che questa figura non ha una collocazione univoca: per molte fonti russe che seguono la linea della scienza ortodossa Akimov resta un “pseudoscienziato.”

In quel periodo di “primavera” arrivata dopo la calma piatta degli anni sovietici, molti creativi si sentirono finalmente liberi di realizzare i progetti rimasti nei cassetti, dando sfogo alla naturale inclinazione dei russi all’alternativo, allo spirituale, all’esoterico.

Akimov non ebbe paura di lavorare con i sensitivi, e fu uno dei primi ad aver intuito l’esistenza di un nesso tra la coscienza umana e i campi torsionali. Creò un generatore torsionale che porta il suo nome e fece un esperimento con la partecipazione di una sensitiva, Natasha Kremneva, lei stessa ingegnere e impegnata presso il programma spaziale sovietico. Il generatore  irradiava alcuni raggi torsionali, ovviamente invisibili all’occhio, soltanto Akimov conosceva  i loro parametri  e direzioni. Natasha prese una matita e disegno l’esatta direzione dei raggi (lei li vedeva a occhio nudo).

In quel momento storico, negli ultimi anni dell’URSS - primi anni post-sovietici,  le uniche strutture in grado di fornire sia le infrastrutture sia le “menti” per gli esperimenti con il segnale torsionale, erano il ministero della Difesa e il KGB.

Akimov si fece dare una mano da questa gente e fu fortunato: “…Con il loro aiuto trovammo una soluzione tecnica ai nostri problemi, perché i trasmettitori delle onde torsionali non hanno nulla a che fare con i trasmettitori delle onde radio, e nemmeno i ricevitori assomigliano alle radio. Creammo degli strumenti particolari.

E nel 1986 a Mosca, per la prima volta, fu trasmesso un comunicato torsionale. Capimmo che in quella maniera era possibile trasmettere tutto, sia il suono sia le immagini. Capimmo che la velocità della trasmissione del segnale torsionale superava miliardi di volte la velocità della luce. Per essere chiari: un segnale radio raggiunge la Luna in 10 minuti, e un segnale torsionale ci arriva all’istante.” 

La Straniera

 
 
Oggi mi è capitato di discutere con una ragazzina (dico ragazzina, dopo aver visto il suo profilo) che voleva sapere qualcosa sulla politica russa, in questo periodo.
 
Perché io ero, a suo parere, "una persona seria."
Non vivendo in Russia da 30 anni, una mia opinione, ovviamente, ce l'ho. Ma non voglio discutere qui della politica,  vorrei dire due parole su come noi, esseri mani, ci vediamo. Sugli stampi e cliché mentali.
 
Chi va a vivere in un altro paese (le strade della vita sono infinite) spesso è visto soltanto in funzione della sua provenienza. Il timbro "straniero" resta per sempre, vuoi perché ti scappa una errore della sintassi, vuoi perché non parli con uno dei tanti accenti regionali, vuoi perché coloro che sanno da dove provieni non sono in grado di vedere in te una persona, un pari, un uguale, un essere umano, al di là delle diversità culturali e linguistiche.
Un individuo che incontri, in quel momento, si sente una cellula di un unico tronco d'albero, e tu chi sei, la tenera foglia che si è appiccicata alla corteccia...?
Per altri sei un motivo di esaltare la tua nazione (perché "qui va tutto male" :)
 
La ragazzina (per farmi piacere?) mi scrisse di sentirsi da sempre una russa, e nominò alcune località russe che a lei suonerebbero famigliari.
Si aspettava da me delle esclamazioni di gioia.
 
Se avessi guardato prima la sua foto avrei le fatto lo sconto dell'età e dei cliché culturali. Ma non lo feci e le risposi che, secondo me, l'anima - l'anima, l'essenza di una persona, ciò che si è reincarna, ciò che viaggia nei secoli, nei paesi diversi, nei mondi stellari - non ha una nazionalità. Ne sono convinta. Ne prova tante, di nazionalità, da aver alla fine perduto il concetto della nazionalità in senso stretto.
 
Nasci in un certo paese perché il tuo compito nella vita che si apre richiede certe conoscenze e abilità. E poi c'è la questione della famiglia, devi incontrare i tuoi "concatenati karmici" inseriti in un certo quadro politico e culturale, il migliore per farti risolvere alcuni compiti.
 
Io mi sono anche stufata di portare il timbro di una straniera, vista "in funzione della provenienza da...". Scrissi che il concetto della nazionalità può servire in un certo contesto, ma se parliamo dell'anima, un'anima matura è una cittadina del mondo, solo che è emersa in un brodo culturale della sua ultima incarnazione... Apriti cielo, la ragazza mi rispose che sono una fredda e senza emozioni.
 
Ma che ci posso fare se non mi sento straniera?  Ricordo con amore le mie origini ma mi sento un'Anima, quella che viaggia nei mondi?